La guerra non ha un volto di donna

Soffrire invano per una nuvola

reading con Chiara Francini
testi a cura di Olimpia Imperio, grecista

 

Una breve selezione dal testo di Svetlana Alecsjevic, premio Nobel per la letteratura del 2015, precede la lettura di passi dalle tragedie di Euripide Elena, Ecuba e Troiane. Protagoniste delle ultime due sono le donne troiane, simbolo dei vinti della storia, testimoni di un eccidio etnico e culturale, colpite pesantemente dalla guerra e dalle sue conseguenze.
Ecuba rappresenta il dolore assoluto, senza catarsi, e denuncia nella sua disperata solitudine l’insensatezza della guerra in ogni sua forma, principio disgregante dell’universo.
Nelle Troiane prevale una dimensione corale, ma la denuncia della guerra non è meno forte.
L’antimilitarismo traspare anche nella rivisitazione del mito di Elena: la guerra di Troia è stata un inutile spargimento di sangue, perché la vera Elena non era in quel luogo. Quando il servo viene a saperlo, dice a Menelao: «Vuoi dire che abbiamo sofferto invano per una nuvola?». In questa domanda è racchiuso uno dei significati più autentici dell’opera: spesso gli obiettivi che si vogliono raggiungere tramite la guerra sono solo pie illusioni; proprio come era un’illusione Elena, che sembrava una donna e invece era solo «un vuoto miraggio».

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